781 195. Provava vivo dolore se
uno si dedicava alla scienza trascurando la virtù,
soprattutto se non rimaneva stabile nella vocazione in cui
era quando da principio fu chiamato «I miei frati -
diceva - che si lasciano attrarre dalla curiosità della
scienza, si troveranno le mani vuote nel giorno della retribuzione.
Preferirei che si irrobustissero maggiormente con le virtù
in modo da avere con loro il Signore nell'angustia, una volta
giunta l'ora della tribolazione. Perché - continuò
- sta per giungere una tribolazione tale che i libri, buoni
a nulla, saranno abbandonati negli armadi e nei ripostigli».
Non diceva questo perché gli dispiacessero gli studi
della Scrittura, ma per distogliere tutti da una premura eccessiva
di imparare, e perché preferiva che fossero tutti buoni
per carità piuttosto che saputelli per curiosità.
Presentiva anche che sarebbe venuto presto il tempo, in cui
la scienza sarebbe stata occasione di rovina, e al contrario
sostegno dello spirito l'aver atteso alla vita spirituale.
782 Un frate laico desiderava aver un salterio e
ne chiese licenza a Francesco. Ma egli invece del salterio
gli presentò della cenere.
783 Ad uno dei suoi compagni che si dedicava un tempo
alla predicazione, apparve in visione dopo morte e glielo
proibì, ordinandogli di seguire la via della semplicità.
E Dio è testimone che, dopo questa visione, il frate
provò tanta dolcezza, che per numerosi giorni ebbe
l'impressione che gli risuonassero direttamente all'orecchio
le parole stillanti rugiada del Padre.